i rifugi della sinistra
Dora, la Talpa e la memoria
Quando Lorenzo mi ha detto: ci vediamo domani alla Talpa, io ho risposto: cosa? E lui ha urlato più forte: alla Talpa e l'Orologio, dando per scontato che io sapessi dove. E invece no. A quel concerto sulla spiaggia ero capitata per caso, o meglio per via della zia di Roma che era venuta a trovarci a Imperia e conosceva un sacco di posti, e che aveva detto a mia madre: non è possibile che 'sta ragazza stia sempre a casa, ha quasi 15 anni, ha preso buoni voti, tra un po' va a studiare a Genova e via così. Che poi, quanto a studiare a Genova, io vorrei iscrivermi a storia, i miei invece vogliono che smetta, è un problema di soldi, chi me la paga la stanza a Genova, dicono, e via così. Finisce che poi neanche ci vado all'università. Comunque la zia l'aveva visto che lumavo il dj con le treccine e che lui si era fatto sostituire per venire a parlarmi, e così mentre andiamo via mi stuzzica: "Hai fatto colpo eh? Su, racconta". E... niente, alla fine l'ha trovato lei l'indirizzo del centro sociale, dicendo: "Coi tuoi ci penso io, la Talpa la conosco, vengo a comprare il Caffè alla bottega equosolidale". E via così. La zia, che poi è la moglie del fratello di papà, è simpatica, ma non sono sicura che vada a genio ai miei. Anche per questo, davanti al 23 di viale Matteotti non mi decido a entrare. Se papà lo viene a sapere, sai le urla. Ma ecco che spunta Lorenzo e dice "entra che siamo tutti su" e via così una sfilza di parole nei due piani di scale: che la Talpa è sotto sgombero, che la polizia potrebbe buttarli fuori, che preparano delle "iniziative". Parole che mi fanno rizzare tutto il cuoio capelluto, ma non dico niente. Dentro, ci sono manifesti appesi al muro. Chiedo: chi è quello? "Marco Beltrami - risponde Lorenzo - uno dei fondatori della Talpa, è morto l'anno scorso. Ci sarà una Fondazione col suo nome. C'è già stata un'iniziativa. L'uno e il due settembre a San Bartolomeo faremo due giorni di concerto. Vieni?". Non faccio in tempo a rispondere che mi ritrovo in una grande sala, insieme a dei giovani e a gente più grande che sta tappezzando i muri. Lui dice "questa è Dora" e gli altri rispondono: ciao. E subito una ragazza mi chiede passami i poster della Resistenza, e un altro dove sono i manifesti sul '77? E siccome rimango impalata, una donna dell'età della zia mi indica due scatoloni: sono lì, scegli quelli che vuoi. Ne prendo uno gigantesco in bianco e rosso. Leggo: Radio Onda Rossa, Piazza Parasio, lo srotolo sul bancone e resto a guardarlo. Lorenzo si avvicina: "Bello, eh? Peccato che sia durata poco. La radio l'hanno chiusa dopo il 7 aprile, nel '79. Me lo ha raccontato Valerio, che era dell'Autonomia. Tra un po' passa, se vuoi te lo presento". Dico uhm e frugo ancora nello scatolone. Trovo un foglio grande scritto a mano. Imperia, 1-1-1978. "La Fabbrica de Gli amici della storia" ha chiuso definitivamente a Imperia il 2 settembre 1977. I posti di lavoro persi nonostante la coraggiosa lotta degli operai furono 35, che si aggiunsero agli altri 850 persi in provincia negli ultimi due anni". "Ehi, c'hai la mano felice per il '77 - esclama Lorenzo - guarda cosa sei andata a trovare: questa è l'esperienza del Bigo, una trattoria popolare che è stata per anni un luogo di ritrovo del movimento. La misero su alcuni operai con i soldi della liquidazione, quando la fabbrica ha chiuso". Non capisco granché di certe spiegazioni, ma la storia mi piace, e mi piace l'odore di carta ammucchiata e l'atmosfera di qui. Mi guardo intorno, un ragazzo biondo in bilico su una scala beve una birra e mi guarda. Io divento rossa e, per nascondermi, cerco ancora nelle scatole. Pesco un vecchio foglio scritto a macchina, mezzo strappato, che dice: "Il manifesto quotidiano. Dal 28 aprile nelle edicole a 50 lire. Per il comunismo". "Questo lascialo dentro - dice ancora Lorenzo - ne abbiamo uno in mostra di sotto. Pensa, sono i volantini che annunciano la prima uscita del manifesto: quel giornale lì", aggiunge poi alla mia espressione interrogativa, e indica un quotidiano aperto sul tavolo. "Come fai a sapere tutte queste cose?", dico allora ripromettendomi di cominciare a leggere i giornali. "Studio storia - risponde lui - forse farò la tesi sui movimenti degli anni Settanta". "Anche io vorrei iscrivermi a storia - dico con imbarazzo - ma i miei non vogliono perché non ci sono i soldi per la stanza". E allora lui, guardandosi le punte delle scarpe, dice: "Beh, da noi c'è sempre una stanza libera. E se ti piace la storia, intanto puoi consultare il nostro Centro di documentazione. Vedrai quanti scatoloni". "La storia che non ti insegnano a scuola". A parlare è un tipo alto con gli occhiali, più vecchio di Lorenzo, che si presenta come Gianluca e chiede: "È la prima volta che vieni alla Talpa?". Poi, senza aspettare risposta, aggiunge, rivolto a Lorenzo: "Le hai fatto visitare il Centro?". Lui scuote la testa, un po' seccato, mi sembra, da questa intromissione. "Mi piacerebbe vedere", dico io allora, con insolita audacia. E così ci avviamo, Lorenzo da un lato e Gianluca dall'altro, in questo palazzo di tre piani che mi sembra enorme. "Questo posto - racconta Gianluca - lo abbiamo occupato nei primi anni Novanta. Al piano terra c'è l'associazione Garabombo l'invisibile, con la bottega equosolidale e lo spazio concerti. Sopra, il Centro di documentazione. Prima di questo, c'era un altro posto occupato, il Sobbalzo...". Cerco di seguire il discorso, ma certe cose mi sfuggono. Capisco che i locali erano di una banca, che adesso li hanno venduti ancora, che è anche colpa del Comune di destra se presto potrebbero cancellare tutte queste belle cose che chiamano "spazi sociali gratuiti e autogestiti". E via così. Di tanto in tanto, però, mi perdo a guardare la scia dei motoscafi, aspiro l'odore di origano e salsedine. Dalle finestre della Talpa si vede il mare... "Ah - esclama Lorenzo vedendo passare un signore con la barba - ecco Valerio. Lavora al porto, e provoca attacchi di bile ai padroni d'Imperia". E Valerio comincia a parlare dei porti, per spiegarmi il "grande business delle privatizzazioni", dice più o meno che è come se ci fossero tante compagnie private dei Vigili del fuoco, e i padroni pensassero al loro interesse prima di spegnere gli incendi, e che di portuali adesso ne sono rimasti pochi e via così. Tutte cose nuove per me, ma interessanti, dato che sono una secchiona, come dice la zia. In giardino ci sono altre persone. Cinzia, Alixia, Enrica. C'è anche mia zia, che dappertutto sembra a casa sua. Mi strizza l'occhio e mi chiede: "hai una cinci?", calcando sull'accento imperiese. Mi prende in giro perché noi abbreviamo così per dire "cincingom". Discute animatamente con Emilio, un sociologo genovese che viene sempre qui: di anni Settanta, di storia orale, di resistenza e via così. La zia parla di Roma, il sociologo dice che anche Imperia, come molte altre province, ha avuto "i suoi anni Settanta". Ho voglia di chiedere di più, ma quando qualcuno mi passa una birra, che mi dà subito alla testa, quei discorsi mi sembrano tutt'a un tratto chiari. "Tra il '73 e il '77 - dice il sociologo - c'è conflitto anche in questa tranquilla e sonnolenta cittadina rivierasca, dove il padronato spiccava già per razzismo verso gli immigrati di allora: i meridionali, ma anche i veneti o i piemontesi in fuga dalle campagne". Gli immigrati come mio padre, che è calabrese e fa il muratore, penso io, e presto più attenzione al discorso. A quella "popolazione straniera", secondo il sociologo, i padroni avrebbero impedito di mettere radici stabili sul territorio, usandola sul momento e sbarazzandosene non appena "il capitale non ne aveva più bisogno". Prima di allora, invece, "seguendo il modello sperimentato a Torino dalla famiglia Agnelli e da Valletta, con gli operai si adottava un atteggiamento paternalista". "Infatti, nelle grandi fabbriche imperiesi non entravi se non eri raccomandato dal parroco o dai democristiani - interviene Lorenzo, accostando la sua sedia alla mia - mio padre, che era nel sindacato, non l'hanno mica assunto". "Neanche il mio! - esclamo allora - adesso non parla più di politica, ma prima in casa lo diceva". E così tutti mi guardano con interesse e io arrossisco e mi cade la birra sul vestito e cose così. "Molti operai imperiesi - aggiunge Valerio - erano anche dei piccoli proprietari, a cui il padrone preferiva concedere una certa flessibilità negli orari perché andassero a raccogliere le olive pur di avere in cambio la pace sociale". "Adesso qui le olive le raccolgono gli albanesi - interviene Cinzia - i lavori nei campi spesso li fanno loro, per pochi soldi taglieggiati dal caporalato". E allora molti parlano degli immigrati e del razzismo della Lega. Io bevo ancora un po' di birra e mi distraggo di nuovo perché Lorenzo mi guarda. Capto però altri pezzi di conversazione: "È in quel contesto che si forma una gioventù radicale che rompe la cornice culturale e politica clericale e paternalistica di questi posti... L'Autonomia operaia anche a Imperia...". Adesso qualcuno parla degli studenti che in quegli anni andarono a studiare filosofia a Genova, a Balbi 4, "un laboratorio politico formato da studenti, operai, proletariato urbano, teppisti, intellettuali poco proni alle consegne del potere, artisti, poeti e forse qualcos'altro ancora". Mi sembra tutto un po' irreale, così guardo mia zia, infervorata a discutere, per assicurarmi che sia tutto vero. Sento ancora la voce del sociologo: "Per un po' l'autonomia imperiese cerca di tenere insieme tutte le posizioni, la gioventù radicale prova a dare risposte ai fermenti che scuotono, come nel resto del paese, anche la provincia. È in questo contesto che la questione del potere e la sua immancabile appendice politico-militare, emerge in tutta la sua drammaticità". Adesso non so perché si è fatto silenzio, e mi sembra che tutti sentano quando Lorenzo mi chiede: "Vieni domani? C'è da preparare la due giorni di San Bartolomeo". Io serro le labbra e non rispondo, cercando di concentrarmi ancora sul discorso del sociologo: " Il 1977 ormai alle spalle è per tutti un punto di cesura. Qualcuno inizierà a ripiegare nel privato, altri finiranno nel tritacarne dell'eroina, una parte ci riproverà con l'Autonomia, benché fuori tempo massimo, altri, dopo il sequestro Moro, entreranno nelle Brigate rosse... A Imperia come dappertutto non si è trattato di anni di piombo, ma di un assalto al cielo che non poteva essere indolore". "Allora, vieni domani?". È la terza volta che Lorenzo me lo chiede. Domani. Di sopra ci sono ancora tanti scatoloni, tanti reperti da decifrare, e tante storie da ascoltare. Ma la zia domani parte, dovrei cavarmela da sola. E sai che canea coi miei genitori. Mi guardo intorno. Non rispondo, ma ci sto pensando. di Geraldina Colotti
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il manifesto
29/08/07
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Centro Sociale "La Talpa e l'Orologio"
Nasce l'associazione "Marco Beltrami"
IMPERIA. Sta per nascere l'associazione che servirà a costituire la fondazione "Marco Beltrami", società onlus che porterà il nome dell'ex responsabile e fondatore del centro sociale "La Talpa e l'Orologio", scomparso due anni fa. Nasce con l'intento di promuovere una fondazione il cui fine sarà la nascita di patti sociali, ma anche di raccogliere i fondi necessari all'acquisto della sede "storica" del centro in viale Matteotti. Avrà come presidente Oscar Marchisio, al fianco del quale sarà Gianluca Beltrami, il fratello di Marco. «L'associazione - ha spiegato ieri Gianluca - si propone l'autogestione, concorrerà politicamente attraverso il dialogo e la collaborazione, affrontare tutti i problemi e le questioni dell'esistenza e acquisizione di beni e servizi educativi, per bambini, a favore degli animali e del verde e dell' ambiente naturale, a tutela della salute degli esseri umani». L'associazione insomma sarà il motore della nascitura fondazione "Beltrami". «Un comitato costituente - prosegue Gianluca - avrà inoltre come obiettivo quello di acquisire l'immobile di via Matteotti. E' nostra intenzione lanciare una sottoscrizione, appoggiata da una campagna nazionale così da raccogliere i fondi necessari a sortegno dell'acquisto dell'immobile che è sede de "La talpa e l'orologio". Nel comitato direttivo abbiamo intenzione di inserire un rappresentante per ognuna delle associazioni che hanno sostenuto l'iniziativa del centro partigiani, sindacalisti e presidenti di vari associazioni e circoli, nonchè consiglieri comunali». N. F.
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Il Secolo XIX
17/05/07
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Il centro sociale ospiterà la manifestazione dalle ore 15
Esprimersi... "Liberamente"
L'associazione culturale organizza "Talpa libera tutti", una giornata dedicata alla cultura in tutte le sue arti IMPERIA- "Talpa libera tutti" è il titolo della giornata organizzata dall'associazione culturale Liberamente in collaborazione con il centro sociale la Talpa e l'orologio, dedicata alla libera espressione culturale in tutte le sue arti. L'evento, fissato per domani, sabato 12 maggio, si articolerà in due momenti differenti. Durante il pomeriggio dalle ore 15 alle 19, saranno presenti presso tutto il centro sociale alcune mostre artistiche e fotografiche di giovani talenti imperiesi, verso metà pomeriggio avverrà l'incontro con due giovani scrittori, Francesco Scopelliti e Jacopo Seccatore, autori rispettivamente de "L'Impero e L'Imperatore" e "Schegge d'ardesia" editi da Ennepilibri in collaborazione con Liberamente. Sempre nello stesso pomeriggio, saranno presenti anche musicisti ed attori, i quali daranno vita ad alcuni momenti musicali e teatrali.Ecco tutti i nomi dei partecipanti. Per la categoria disegno e pittura: Fabio Aimonti, Moira Rizzaro, Degal, Chiara Battezzati, Iba, Fulvio Joan e Morgan Donati.Per la fotografia: Davide Gazzano, Alessandro Gimelli e James Mc Nail. Presenti anche Vito del gruppo teatrale "Dove corri?" e Claudia Dell'occhio. Musiche di Christian G. La serata continuerà dopo le ore 22,30, con un concerto, dove saranno presenti due gruppi musicali d'eccezione. Il primo, i Groove Machine, accompagnati dalla brillante e capace voce di Davide Schioccheti, mentre i Duken, con le loro percussioni daranno vita alle danze. Spiega il coordinatore di Liberamente Attilio Badellino: "La serata vuole avere un forte valore simbolico-politico. Riteniamo infatti che sia estremamente importante salvaguardare, nella nostra provincia, talenti e spazi. Vogliamo assolutamente porre in evidenza l'importanza di spazi destrutturati come la Talpa, dove i nostri giovani imperiesi abbiano la possibilità di esprimere liberamente le proprie pretensioni, senza dover metter mano al portafoglio". Badellino si sofferma poi sulla possibile chiusura del Centro La talpa e l'orologio "Ritengo che La Talpa sia un luogo molto importante, in quanto polifunzionale, aperto ad ospitare più associazioni, tra le quali anche la nostra, e punto di riferimento per compagnie teatrali che qui possono esprimersi. E' un luogo in cui, inoltre, si organizzano serate multietniche, importanti per promuovere l'incontro tra culture diverse. E' necessario però che la Talpa possa avvicinarsi di più alla città, e l'organizzazione di una mostra aperta a tutti e gratuita credo che possa essere un passo importante». Per chiudere, il coordinatore di Liberamente esprime un parere sul rapporto Imperia - cultura "Lo spazio riservato alla cultura è minimo - risponde Badellino - e spesso si colloca al di fuori delle specificità locali. Imperia ha la fortuna di poter contare sul DAMS, ma spesso i ragazzi di questa facoltà non vengono interpellati. Molti di loro sarebbero disposti ad esibire il proprio talento senza chiedere alcun guadagno. Purtroppo nella nostra città ci sono pochi spazi dedicati ai giovani. Quelli presenti hanno per lo più uno scopo politico. La nostra intenzione invece è quella di permettere a tutti d esprimersi al di là dei partiti e di creare dei punti di aggregazione. Oggi non esiste più il concetto di piazza o di strada e i ragazzi sentono la mancanza di luoghi dove condividere esperienze». Per ulteriori informazioni sulla manifestazione si può visitare il sito internet www.liberamente-online.net. Francesca Paglieri
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La Riviera
11/05/07
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La Cgil vuol bene alla Talpa
La Cgil vuol bene alla Talpa
Imperia, il sindacato apre lo sportello sulla precarietà nel centro sociale. Una vera novità, spiega il segretario della Camera del lavoro, Porchia Il 25 aprile scorso, mentre i centri sociali liguri contestavano a Genova il sindaco di Bologna Sergio Cofferatì per la «tolleranza zero» con cui amministra il capoluogo emiliano, la Cgil di Imperia metteva a punto gli ultimi dettagli: i1 30 aprile aprirà uno sportello contro la precarietà dentro il centro sociale La talpa e l'orologio, che rischia lo sgombero. Chiediamo a Claudio Porchia, segretario della Camera del lavoro, di spiegare la decisione della Cgil.
Come mai questa scelta? Coi centri sociali il confronto deve essere aperto: ci sono cose su cui si può collaborare, su altre non si può trovare accordo, ma di sicuro non ne condividiamo la criminalizzazione. La Talpa e l'orologio è un patrimonio di ricchezza, per la città di Imperia. Soprattutto per la sinistra: è un luogo di formazione, per molti giovani, ai valori della solidarietà, dell'uguaglianza, della cooperazione internazionale. Da anni collaboriamo con loro su vari temi. Uno di questi è proprio la lotta alla precarietà. Nella provincia di Imperia due terzi dei nuovi lavoratori è precario. Solo cinque anni fa c'era un posto di lavoro a tempo indeterminato per ogni posto di lavoro precario: bisogna capire che questa provincia produce solo precarietà. Partendo da questi dati abbiamo deciso di aprire uno sportello contro la precarietà lì dentro, anche perché vogliamo dare un segnale forte di sostegno al centro sociale, che è sotto minaccia di sgombero.
La Talpa e l'orologio rischia lo sgombero per motivi politici, ma anche per volgari motivi di speculazione edilizia. E la Camera del lavoro di Imperia è impegnata, insieme ad altri, anche a fermare le manovre speculative sui porti: quindi, non si occupa solo di "lavoro" in senso stretto. In un luogo in cui non ci sono grandi fabbriche ci vuole un sindacato che si occupi del territorio. Perciò abbiamo avviato un percorso con altre Camere del lavoro sulla contrattazione del territorio oltre che del posto di lavoro. A Imperia questo significa occuparsi del fatto che tutta la città è investita da un grande processo di trasformazione, soprattutto con la costruzione di un porto che ha l'ambizione di essere il più grande e principale del Mediterraneo. Il porto racchiude anche tutta la speculazione delle opere sulla terraferma, immobili trasformati in residence. La Talpa occupa un immobile che fa gola agli speculatori. Hanno in mente di sgomberare il centro sociale per far posto a edilizia residenziale e uffici. Un immobile che hanno pagato meno di due milioni di euro diventerà un business da 14 milioni. È questa la minaccia che incombe sulla Talpa e l'orologio. Ed è questo il motivo per cui li sosteniamo.
Quali saranno i prossimi passi della vertenza? Il 30 aprile inaugureremo lo sportello, ed abbiamo invitato l'assessore regionale al lavoro, Enrico Vesco. Ha detto che verrà, ed è importante. Prima delle elezioni avevano dato rassicurazioni, ma adesso la giunta di centrosinistra si è un po' chiamata fuori. La Regione deve avere una posizione più chiara. Gli imprenditori vogliono fare su quell'immobile una speculazione che definiscono «sana». Quindi, provocatoriamente, diciamo che anche noi vogliamo fare una speculazione, ma non come soggetti privati: l'immobile ha molte potenzialità e può diventare un centro ancora più grande. Ci sono un mucchio di idee, le abbiamo presentate in un dibattito cui anche Carta ha partecipato. In quei 1800 metri quadrati si possono fare tantissime cose per il bene collettivo. Questa è la nostra prospettiva. Proponiamo che si costituisca una fondazione che acquisti l'immobile con il contributo di associazioni enti e istituzioni. di Marco Trotta
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Carta
5-11 mag '07
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Speculazione edilizia. Il centro sociale di via Matteotti propone di comprare l'immobile
Quante ombre su Talpa e Sairo
Negli spazi dell'ex oleificio non solo l'incubatore d'impresa, ma anche residence di prestigio IMPERIA - L'ombra della speculazione edilizia cala su Imperia. Negli ultimi giorni ha tenuto banco la questione relativa all'immobile di via Matteotti 23, quello attualmente occupato dal centro sociale La Talpa e l'Orologio. I locali sono stati acquistatì dalla Selfimm di Genova (Spa che opera in ambito immobiliare) da Unicredit, in un blocco comprendente altri due immobili fuori provincia. "Il locale da noi occupato - spiega Gianluca Beltrami del centro sociale - ha un valore inferiore a quello degli altrí due acquisiti dalla Selfimm nel lotto. Tutti e tre gli immobili sono stati comprati dalla società genovese per una cifra che va dai 2milioni e mezzo ai 3milioni di euro. Se si ritiene che i locali di via Matteotti 23 valgano meno di un terzo di questa cifra, ipotizziamo 800mila euro per 1800 metri quadri, per quale motivo il comune di Imperia non ha esercitato la prelazione sull'immobile visto che il suo valore reale è di gran lunga superiore? Se avesse voluto fare lui la speculazione, avrebbe potuto comprare l'immobile e, al limite, rivenderlo. A questa cifra la Talpa propone di comprare i locali di via Matteotti attraverso un'associazione intitolata alla memoria di Marco Beltrami che, con una sottoscrizione a livello nazionale, si prefigge lo scopo di acquisire questo spazio per mantenere la sua funzione sociale. La Talpa si rifiuta di sgomberare lo spazio per una speculazione privata ma sarebbe disposta a destinarne una parte a' scopi sociali. Una delle ipotesi emerse dall'incontro con l'assessore regionale alle politiche del lavoro Enrico Vesco (dei Comunisti italiani, ndr) è stata quella di mantenere il centro sociale al primo piano e al secondo piano e ristrutturare il terzo e il quarto per adibirli a edilizia popolare. Il proprietario della Selfimm, Gianbattista Traverso, si è presentato nei locali con Gabriele Saldo. Questo è un segnale emblematico...". Intanto c'è un nuovo sottoscrittore dell'appello in favore del centro sociale di via Matteotti 23. Si tratta del sindaco di Sanremo Claudio Borea. Quella inerente l'immobile occupato da La Talpa e l'Orologio non sembra essere l'unica ombra relativa alle speculazioni edilizie in atto nel capoluogo. I locali della Sairo, ripetutamente saliti agli onori della cronaca perché ospiteranno l'incubatore d'impresa della provincia di Imperia, in passato, sono andati all'asta senza che venissero rilevati da nessuno. Tutto ciò fino a quando l'ex Sairo è stata acquistata per 1 milione e 900 mila euro da Imperia Sviluppo, società che ha presentato il progetto per realizzare l'incubatore d'impresa. Quest'ultimo, infatti, troverà spazio nella parte a monte dell'ex oleificio, mentre la parte a mare dovrebbe essere destinata ad attività turistico-ricettive. Anche in questo caso il comune di Imperia, in passato, non ha partecipato alle aste dimostrando di non essere interessato all'immobile salvo cambiare idea, dopo che Sanremo ha presentato un suo progetto per realizzare i incubatore d'impresa in valle Armea. Per Sanremo l'elemento di favore era costituito dal fatto che Palazzo Bellevue è proprietario dell'ex macello, locale dove intendeva collocare l'incubatore d'impresa qualora Sviluppo Italia (la società che ha destinato circa 3milioni di euro per tale opera) avesse scelto come sua ubicazione valle Armea. Ora Imperia Sviluppo cederà al Comune la parte dell'immobile dell'ex Sairo destinata alla realizzazione dell'incubatore d"impresa (un eventuale `comodato gratuito da: parte di Imperia Sviluppo non portava nessun vantaggio a questa società) in cambio della possibilità di costruire, negli spazi dell'ex oleificio a lei rimasti e nelle aree circostanti, residence di grande pregio perché rivolti verso il mare. II tutto favorito dal parere positivo dei Beni culturali. Romano Lupi
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La Riviera
04/05/07
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Imperia incontro con l'assessore
La Talpa e l'orologio solidarietà di Vesco
I responsabili del centro sociale La Talpa e l'orologio hanno incontrato a Imperia l'assessore regionale al lavoro Enrico Vesco per parlare della possibile acquisizione dello stabile occupato di viale Matteotti 23 da parte di una fondazione che comprenda Cgil e vari sodalizi, come Aifo e Garabombo, per creare una sorta di «casa della associazioni». Dice il portavoce Gianluca Beltrami: «L'assessore regionale Vesco ha confermato la sua disponibilità a cercare forme di partecipazione a questo progetto da parte dell'amministrazione. Abbiamo anche convenuto sulla necessità di invitare al più presto il presidente della Regione Burlando a un confronto pubblico. L'obiettivo è quello di favorire l'utilizzo per la collettivita dell'edificio, in alternativa alla sua ristrutturazione con la nascita di una ventina di appartamenti e negozi». Conclude: «Dopo vari rimpalli di responsabilità, ci troviamo con un nuovo proprietario e spetta ancora a noi assumere l'onere di trovare una soluzione, creando una fondazione». D.MAP.
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La Stampa
25/04/07
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Imperia progetto per l'acquisto della sede
Una Fondazione in aiuto a La Talpa e l'Orologio
IMPERIA Continua la mobilitazione a difesa del centro sociale La Talpa e l'orologio, sotto minaccia di sgombero dopo che lo stabile di viale Matteotti dove ha sede il centro è stato acquistato dalla Selfimm società immobiliare genovese che intende prendere possesso dei locali. L'idea maturata nelle ultime ore è quella di costituire una fondazione intitolata alla memoria di Marco Beltrami, leader storico del centro sociale e di chiedere a Comune e Regione in primo luogo, ma anche a enti e sindacati di entrarne a far parte. Questa proposta ha già trovato terreno favorevole all'interno della Cgil, che partecipa attivamente alla campagna, e da numerosi esponenti dell'associazionismo locale. Dopo il fallimento della trattativa con il Comune per trovare una diversa collocazione al centro sociale, la nuova posizione e istanza di acquisto dello stabile verrà illustrata oggi all'assessore regionale Vesco e successivamente al Sindaco Sappa. In pratica si vuole costituire una fondazione ed avviare la trattativa per l'acquisto dell'immobile. La mobilitazione si concretizzerà anche con un presidio in piazza Colombo a Sanremo in occasione del Primo maggio. Dichiara Gianluca Beltrami, portavoce del Centro: «Quella della fondazione e dell'acquisto è l'unica possibilità che abbiamo di salvare un'esperienza di socialità, cultura e democrazia unica nel suo genere: Siamo ottimisti sulla nostra capacità di portare avanti un progetto ambizioso come questo». [Mau.vez.]
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La Stampa
23/04/07
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assemblea pubblica in piazza San Giovanni
Grande mobilitazione per la Talpa
Solidarietà ai ragazzi del Centro Sociale in cerca di una nuova sede dal mondo politico, sociale, culturale e del volontariato IMPERIA. L'obiettivo è superare oggi le mille firme, creare la Fondazione Marco Beltrami e lanciare una sottoscrizione regionale per acquistare l'immobile di via Matteotti. «E' indispensabile - spiegano i giovani della Talpa e L'orologio - attirare l'attenzione della città, dei ragazzi, delle famiglie per difendere il centro Sociale dallo sgombero». Per sostenere l'appello dei "talpini" si sono uniti ieri pomeriggio al presidio e alla assemblea pubblica di piazza San Giovanni anche molti rappresentanti dei vari centri sociali, sparsi in giro per la Liguria. E soprattutto hanno sottoscritto la richiesta di aiuto dei giovani del centro imperiese moltissime figure del mondo politico, sociale, culturale, del volontariato a livello nazionale e non. Tante anche le lettere di solidarietà di associazioni, l'ultima in ordine di arrivo quella di VelaFlash di Sanremo e anche la Cgil è scesa in campo a fianco dei ragazzi della Talpa. Quello di ieri nel cuore di Oneglia non è stato soltanto un "banchetto" per raccogliere firme, ma una vera e propria assemblea che ha visto una grande partecipazione. Circa duecento persone sono state accolte nel banchetto in piazza, una vera mobilitazione: «La situazione è delicata ma andiamo avanti con la convinzione che non può essere cancellato dopo 16 anni un luogo vitale di cultura, confronto e crescita per migliaia di cittadini della nostra provincia - spiega a nome della Talpa Gianluca Beltrami - Abbiamo chiesto un incontro al Prefetto e stiamo organizzando una grande manifestazione». M. A.
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Il Secolo XIX
22/04/07
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La Talpa e l'Orologio
«In piazza per non cessare l'attività»
IMPERIA - Il centro sociale La Talpa e l'Orologio è nuovamente sotto minaccia di sgombero. Per questa ragione continua, da parte dei ragazzi del centro, la campagna di solidarietà per allontanare definitivamente i rischi di uno sgombero e, così come dicono i responsabili de La Talpa e l'orologio: "Si è arrivati intorno alle 850 firme di semplici cittadini più le associazioni, i centri sociali e i vari esponenti politici - spiega Gianluca Beltrami - portavoce della Talpa e l'Orologio -. La raccolta firme continuerà comunque sabato pomeriggio a partire dalle 16 in piazza San Giovanni durante il presidio che abbiamo deciso di organizzare per informare la cittadinanza. Saranno presenti anche le delegazioni dei quattro centri sociali liguri e anche il deputato Sergio Olivieri. Lotteremo con tutte le nostre forze per permettere a questa esperienza di continuare a esistere". Numerose le associazioni e i centri sociali che hanno sottoscritto l'appello: Cgil Imperia, Spa Leoncavallo (MI), Csoa Terra di Nessuno (GE), Csoa Zapata (GE), Csoa Barricata (SV), Csoa Garbino (To), Assalti Frontali (gruppo musicale hip hop), Associazione Botteghe del Mondo Italia, Subsonica (gruppo musicale torinese). Oltre a loro, hanno aderito: Tirreno Bianchi (capogruppo PDC Regione Liguria), Michele De Palma (segreteria nazionale Prc), Stefano Fantini (segretario provinciale FLC Cgil scuola), don Andrea Gallo (Comunità S. Benedetto al porto), Franco Giordano (Segretario nazionale Prco), Haidi Giuliani (senatrice Prc), Gennaro Migliore (Capogruppo Prc alla Camera), Roberto Musacchio (capogruppo Prc-Se al Parlamento europeo), Sergio Olivieri (deputato Prc), Giovanni Russo Spena (capogruppo Prc Senato), Marco Veruggio (Comitato politico nazionale Prc), Enrico Vesco (assessore al lavoro e immigrazione Regione Liguria),Franco Zunino (assessore all'ambiente Regione Liguria). Ro. Lu..
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La Riviera
20/04/07
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sabato presidio in piazza
Centro sociale, mille firme anti sgombero
Adesioni da tutta Italia per sostenere la battaglia della Talpa e l'Orologio. Una lettera aperta firmata anche da alcuni genitori.IMPERIA: Sono già mille le firme raccolte, in due settimane, per difendere il centro Sociale la Talpa e l'Orologio dallo sgombero. Moltissime persone hanno sottoscritto l'appello presso i numerosi punti di raccolta provinciale o direttamente sul sito www.latalpaelorologio.org, molte le firme di solidarietà che si sono aggiunte dal mondo politico e culturale ligure e nazionale. E per sabato pomeriggio è previsto un presidio convocato in piazza San Giovanni a Oneglia per continuare la petizione e per informare la cittadinanza. Ma non sarà soltanto un "banchetto" per raccogliere firme, è prevista anche un'assemblea pubblica dove parteciperanno oltre alla Cgil provinciale, che ha aderito al presidio, numerose associazioni e delegazioni di tutti gli altri centri sociali liguri. Insomma una vera e propria mobilitazione che sta percorrendo le realtà sociali e politiche, coinvolgendo anche gli studenti e le famiglie. «Da circa 16 anni siamo un luogo vitale di cultura critica, confronto e crescita per migliaia di cittadini della nostra provincia - spiegano Gianluca Beltrami e Viviana Pellegatta per laTalpa el'Orologio - Centinaia di iniziative culturali, dibattiti politici, concerti e spettacoli teatrali sono un patrimonio immenso che non può essere cancellato. Non vogliamo che la nostra città perda uno spazio di socialità per gli studenti, una bottega del commercio equo e solidale, un laboratorio teatrale, uno spazio per concerti, un centro di documentazione, e tutte quelle iniziative che animano la vita del centro». La vendita dello stabile che ospita da 17 anni il centro sociale rischia di porre fine a questo tipo di esperienza. All'appello dei "talpini" si aggiunge anche una lettera aperta, sottoscritta da un gruppo di genitori: «In questi anni il centro sociale è stato un luogo di aggregazione e crescita sociale ed etica per moltissimi ragazzi e ragazze - si legge, tra le altre cose, nella lettera - Un luogo dove incontrarsi e confrontarsi, dove discutere, partecipare. Chiediamo pertanto a tutte le forze politiche e culturali, all'amministrazione comunale, provinciale e regionale, alla società civile di intervenire concretamente e tempestivamente per trovare una soluzione stabile e definitiva per il centro sociale». M. A.
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Il Secolo XIX
19/04/07
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La Talpa difende la sua casa
La Talpa difende la sua casa
Venduto. Non poteva essere più amaro, lo stupore degli occupanti de «La Talpa e l'Orologio» quando lo scorso dicembre un avvocato della Selfimm Spa si è presentato nello storico centro sociale di Imperia per chiedere che l'immobile fosse reso disponibile per i nuovi proprietari. Dopo sedici anni di occupazione e una lunga trattativa con Unicredit [ex proprietaria] e Comune di Imperia [affittuario], era ben altro l'esito che si aspettavano i ragazzi, per il destino di uno stabile che, collocato nella centralissima Via Matteotti, è ormai un punto di riferimento per attività inesistenti altrove [concerti, teatro, bar, sale ricreative] e iniziative sociali e politiche, con sedi di associazioni, un centro documentazione e una bottega del commercio equo e solidale. Una particolarità che fin da subito ha fatto guadagnare agli occupanti un ampio consenso, in città e non solo. Un primo appello in difesa della «Talpa» è stato firmato da personalità come Alex Zanotelli: la proprietà era stata obbligata ad avviare una trattativa e il comune a riconoscere il «valore sociale» dello spazio occupato. Un risultato per nulla scontato, visto che Imperia è governata da una giunta di centrodestra ed è il feudo del forzista Claudio Scajola, ex ministro dell'interno. Il 28 maggio 2005 un nuovo passo. Il convegno «Un'occasione da cogliere... qui e ora» [diventato poi un libretto che ne ha raccolto gli atti] è riuscito a coinvolgere molte altre associazioni cittadine, come l'Arci e la Cgil, nella richiesta che il comune comprasse lo stabile e lo rendesse disponibile come spazio sociale. «Dopo quella iniziativa c'è stata una serie di trattative informali - racconta Cinzia, una delle occupanti - sulle quali ogni tanto filtrava qualche notizia sui giornali. Pubblicamente, si dichiarava la volontà di risolvere la vicenda, ma la trattativa non si concretizzava nonostante informalmente sapessimo che l'offerta era vantaggiosa: 800 mila euro per un edificio storico su tre piani, neanche il prezzo di due appartamenti, e la soluzione del contenzioso con il comune [lo abbiamo raccontato su Carta 22/05, ndr.]». L' occasione invece l'ha colta la Serfimm, agenzia immobiliare di Genova, che ha acquistato il palazzo della «Talpa» in un pacchetto da 2 milioni di euro. Il comune è rimasto a rimpallarsi la responsabilità di «liberare» l'edificio [e l'onere economico] con la giunta regionale di Claudio Burlando [centrosinistra], che durante la campagna elettorale aveva scelto proprio Imperia per aggiungere al proprio programma un discorso sulle politiche giovanili. «Passate le elezioni, la Regione si è impegnata poco - continua Cinzia - Anzi è stato sgomberato un altro centro sociale a Savona, a dimostrazione che in Liguria va trovata una soluzione generale alla questione degli spazi sociali». A Imperia si mantiene alta la mobilitazione. Un nuovo appello a favore del centro sociale è stato già firmato da 300 persone, tra parlamentari e società civile, che il prossimo 21 aprile, alle 16 saranno in via San Giovanni per chiedere che «La Talpa e l'orologio» continui ad esistere. Marco Trotta
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Carta
14-20 apr '07
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cantieri sociali
L'orologio della Talpa
Una volta il segretario della Camera del lavoro di Imperia, Claudio Porchia, mi disse: «In provincia da noi non c'è più nemmeno una fabbrica, quindi che tipo di sindacato possiamo essere, noi? Un sindacato cittadino, sociale». Queste considerazioni Claudio le faceva a margine di uno degli incontri con cui la rete delle Camere del lavoro (Bologna, Brescia, R.Emilia, Cosenza, Vicenza e altre) cercava di sbrogliare la matassa dei nuovi lavori e dei diritti sociali, facendone oggetto di «vertenze territoriali», ovvero come essere il sindacato dei lavoratori, ma in un contesto in cui «lavoratore» vuol dire molte cose diverse. Ad Imperia abbiamo ora la conferma, in negativo, di questa necessità: una vicenda istruttiva e assai simile a quella di centinaia di altri luoghi. Nella città feudo di Claudio Scajola, l'ex democristiano e ministro degli interni al tempo di Genova 2001, esiste da sedici anni un centro sociale, La talpa e l'orologio (www.latalpaelorologio.org), fondato da quella bella persona e amico prezioso, ucciso da un tumore a nemmeno quarant'anni, che era Marco Beltrami. All'inizio, il centro sociale si trovava in un'area del demanio militare sulla quale si erano allungati gli occhi di speculatori immobiliari: il coordinamento di associazioni che vi si riunì per difendere una delle poche rimanenze di costa senza cemento fu il primo, in Italia, a definirsi «Cantieri sociali». Poi, varie traversie. L'ultima sede del centro sociale è in via Matteotti, centro città, un palazzo di proprietà di una banca (Unicredit), diventato con il tempo una specie di casa sociale: ospita varie associazioni, una bottega del commercio equo, un centro di documentazione, sale per concerti, teatro e dibattiti, un bar, ecc. Proprio il luogo adatto per riunire ciò che il liberismo disperde. E siccome quelli della «Talpa» sono intelligenti, misero su una campagna, cui aderirono tutte le reti sociali della città, per convincere il comune, che lo aveva in affitto, ad acquistare il palazzo, che peraltro la proprietà offriva a un prezzo molto favorevole, 800 mila euro. La trattativa si è trascinata per anni, perché gli amministratori di Imperia, con tutta evidenza, non avevano interesse ad offrire ai loro iovani 'alternativa al centro commerciale. Quando Claudio Burlando divenne presidente della Liguria, si sperò in una svolta, tanto più che aveva, proprio da Imperia, lanciato un suo programma sulle politiche giovanili. Lo scorso dicembre, al centro sociale, si presenta un tipo che, a nome di Selfimm Spa, invita a sgomberare l'edificio, che la banca aveva venduto proprio a quella società immobiliare per 2milioni di euro. Pure, la «Talpa» aveva organizzato incontri e convegni, con l'appoggio dell'Arci e della Cgil, tra gli altri. «C'è stata una serie di trattative informali - dice ora Cinzia, una delle occupanti - sulle quali ogni tanto filtrava qualche notizia. Pubblicaamente, si dichiarava la volontà di risolvere la vicenda, ma la trattativa non si concretizzava nonostante sapessimo che l'offerta era vantaggiosa. Passatele elezioni, la Regione si è impegnata poco. Anzi è stato sgomberato un altro centro sociale a Savona». Conclusione. Un appello a favore del centro sociale di Imperia è stato già firmato da 300 tra parlamentari e personalità della società civile, che il prossimo 21 aprile, alle 16, saranno in via San Giovanni per chiedere che La Talpa e l'orologio continui ad esistere. di Pierluigi Sullo
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Il Manifesto
12/04/07
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un centro sotto minaccia di sgombero
La Talpa e l'orologio, un centro sotto minaccia di sgombero
Lo spazio concerti, il centro di documentazione, la bottega del commercio equo-solidale, sale riunioni aperte ai giovani e alle associazioni, mostre che accompagnano chi entra lungo i tre piani dell'edificio, occupato dal centro sociale imperiese La Talpa e l'orologio. Un'alchimia feconda di politica, società e cultura - unica nella zona d'Imperia - che a breve rischia di scomparire. Dopo 16 anni di presenza attiva sul territorio, il centro sociale potrebbe essere sgomberato. Lo stabile di Viale Matteotti 23, proprietà del gruppo bancario Unicredit è stato infatti venduto alla Selfimm, una società per azioni genovese che si occupa di investimenti immobiliari. Un accordo concluso in gran segreto - lamentano i ragazzi della Talpa - che vanifica anni di trattative tra Comune, Unicredit e un arco di strutture territoriali che, insieme al centro sociale, auspica che lo stabile continui a essere un luogo di cultura e di aggregazione. Unicredit (che prima di fondersi con Rolo banca e con le Casse di risparmio di Verona, Torino e Treviso, si chiamava ancora Unione del credito italiano), negli anni '80 aveva affittato lo stabile al Comune, e nel corso degli anni, la costante mobilitazione del centro sociale, sostenuta da un ampio consenso a livello nazionale, aveva costretto il gruppo bancario ad adottare un atteggiamento interlocutorio: tanto da proporre al Comune l'acquisto dell'edificio a un prezzo di favore, a condizione che la Talpa potesse continuare a «scavare» anche nel regno del mattone. Ma non sene fece niente. Al binomio cultura-società, l'imperiese dei notabili e dei costruttori ha sempre preferito quello di turismo e immobiliare. Che manchino alternative reali per i giovani in una zona massacrata dalla speculazione edilizia e ridotta a pensionato d'élite, ci si ricorda appena in qualche articolo di cronaca dopo l'ennesima «strage del sabato sera». L'«altro» Ponente Ligure, invece - quello che da gran tempo cerca di costruire un'alternativa alla gestione di centrodestra - si mobilita intorno alla Talpa, per chiedere un confronto pubblico: «In una provincia povera di iniziative culturali, e carente di servizi sociali essenziali, dove però dilagano banche e supermercati in numero spropositato rispetto alle esigenze reali del territorio, il centro sociale occupato e autogestito La Talpa e l'orologio rappresenta un vero e proprio bene comune che va difeso da tutti», recita l'appello della Talpa. E che il centro sociale sia davvero percepito da molti come un bene comune, lo ha dimostrato la nutrita pesenza della popolazione ponentina ai funerali di Marco Beltrami, storico esponente della Talpa, scomparso prematuramente nel 2005. E lo dimostrano le firme sotto l'appello lanciato dal centro sociale: esponenti politici, sindacati, associazioni, intellettuali. Una lista che cresce, per scongiurare il pericolo di uno sgombero, intorno ai ragazzi del centro che dichiarano: «Da qui non ce ne andiamo». La palla, adesso, passa al Comune di Imperia e anche alla Regione. di Geraldina Colotti
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Il Manifesto
08/04/07
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positivo faccia a faccia a palazzo civico
Sindaco disponibile a trovare casa ai ragazzi della "Talpa"
I giovani hanno indicato tra le varie soluzioni il trasloco del centro sociale in una delle stazioni imperiesi, una volta dismesse dalle Fs IMPERIA. Un patto d'onore tra Comune e centro sociale per individuare, insieme, la futura sede de "La Talpa e L'Orologio" ma anche dell'Aifo e della Bottega Equo-Solidale. Si è svolto ieri mattina, a palazzo civico, in un clima disteso e per nulla esacerbato, il confronto tra i rappresentanti del centro sociale imperiese, ospitati nei locali di Viale Matteotti ma destinati, di qui a poco, a venir sfrattati dai nuovi proprietari dei locali, una società genovese specializzata nel settore della compravendita immobiliare. All'incontro erano presenti, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, il sindaco, Luigi Sappa, e il vice segretario generale, Antonino Scarella. Soddisfatti dell'esito del vertice anche i portavoce del centro sociale. Cercheremo di avere al più presto un contatto con la Regione - hanno detto a fine riunione - in modo da poter risolvere la situazione, magari individuando aree e zone dove poter ospitare i nostri movimenti». Dopo ben 17 anni, dunque, i locali di viale Matteotti dovranno essere sgomberati. Il passaggio di proprietà tra Unicredit, ex titolari della sede, e la Selfimm di Genova dovrebbe in qualche modo accelerare i tempi dello sfratto. A dire il vero, c'era stata - in passato - anche una proposta di vendita al Comune di Imperia che però non si era dimostrato particolarmente interessato all'acquisto di un bene "occupato" da quasi vent'anni, gratuitamente. L'incontro di ieri con il sindaco ha comunque lasciato aperte diverse porte. A cominciare dalla possibilità di reperire, al posto di una sede unica e grande, tre locali di piccolo-medio volume, anche non vicinissimi tra loro, dove poter ospitare provvisoriamente La Talpa e l'Orologio, l'Aifo e la Bottega. Per una sede unica e definitiva, come già detto, è stato invece deciso di individuare e valutare insieme, Comune e centro sociale, eventuali aree o zone idonee. I "talpini", in particolare, avrebbero avanzato l'ipotesi, una volta dismesse le due stazioni ferroviarie di Porto Maurizio e Oneglia, di occupare parte dei locali lasciati liberi. GIORGIO BRACCO
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Il Secolo XIX
31/03/07
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Imperia disponibilità da parte del comune
Centro "La Talpa" incontro con il sindaco
In questo incerto avvio di primavera s'intravedono schiarite perlomeno sul fronte de «La Talpa e l'Orologio». Ieri una delegazione di esponenti del centro sociale, preoccupati per la recente cessione dello stabile occupato in viale Matteotti dall'Unicredit alla Selfim, ha incontrato il sindaco Luigi Sappa e l'assessore Nicola Falciola. Spiega il portavoce Gianluca Beltrami: «E' stata una riunione decisamente positiva, nella quale il sindaco ha confermato la sua fiducia nell'attività del centro come polo di aggregazione giovanile e la sua disponibilità, se necessario, a trovare una sede alternativa, se non potrà essere acquistata quella attuale». Prosegue: «C'è anche la possibilità di diversificare le attività, collocando in una sede più centrale quelle quotidiane come il collettivo studentesco e in una più decentrata convegni e concerti». Oggi alle 16 il Centro Sociale organizza un presidio in via S. Giovanni, al quale parteciperà anche Haidi Giuliani, e in cui proseguirà le raccolta nazionale di firme di solidarietà. [E.F.]
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La Stampa
31/03/07
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incontro questa mattina in comune a Imperia
La Talpa e l'Orologio sfrattata chiede una sede al sindaco
La Cqil aderisce all'appello difesa del centro sociale la cui esperienza, ormai Ventennale, viene giudicata positivamente IMPERIA. II sindaco incontrerà questa mattina i rappresentanti del Centro sociale "La Talpa e l'Orologio" i quali, dopo la vendita dell'immobile dov'è ubicata la loro sede, sono in cerca di nuovi spazi dove trasferirsi. «Ascolterò le loro richieste - si è limitato a dire il sindaco, Luigi Sappa,nel confermare la riunione in programma stamane alle 9 -per poi valutarle con tutta l'amministrazione». Il problema degli spazi destinati ai giovani ed in particolare quelli per il centro sociale che ormai da dicias sette anni occupa i locali di via Matte otti, non è nuovo e quando sembrava che la soluzione fosse vicina, ecco la notizia della vendita da parte dell'Unicredit, proprietaria dell'immobile, ad una spa genovese, la Selfimm specializzata nel campo immobiliare. La banca aveva fatto una proposta di vendita al Comune che però evidentemente dopo aver preso in considerazione l'ipotesi ed avviato un tavolo di trattative pubblico con il centro sociale, non ha ritenuto di acquistare i locali di via Matteotti. Attorno al centro sociale ruotano anche numerose associazioni no-profit alcune delle quali dividono i locali con La talpa e l'orologio. Tutte, dall'Arci all'Aifo, a Liberamente, Italia Cuba, Garabombo sostengono la campagna in difesa del centro sociale. Anche la Cgil ribadisce il proprio appoggio. «Consideriamo positiva l'esperienza del centro sociale - dicono i sindacalisti - che seppure fra molte difficoltà é stato punto di riferimento significativo per molte componenti della società civile e non soltanto per la città di Imperia. Partendo da questa esperienza di contaminazione positiva di soggetti tra loro diversi si è riusciti a dare impulso ad importanti azioni comuni su temi generali come la pace, il lavoro, la scuola e l'ambiente: per questo motivo aderiamo all'appello anche nella convinzione che sia necessario investire sulla cultura anche attraverso l'individuazione di luoghi e spazi»
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Il Secolo XIX
30/03/07
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Il Centro Sociale La Talpa e l'Oorologio nuovamente nell'occhio del ciclone
Quella sconosciuta chiamata cultura...
L'amministrazione comunale dà sempre meno spazio ai giovani e alle associazioni IMPERIA - Un nuovo porto turistico, un campo di atletica da fare invidia a mezza Italia e un palazzetto dello sport in grande stile sono tre dei grandi progetti che trasformeranno la città di Imperia nel prossimo futuro. L' amministrazione Sappa strizza dunque l'occhio a sport e turismo, ma non fa alrettanto con la cultura, oggetto misterioso in una città sempre più prigioniera del mondo imprenditoriale. Negli ultimi anni mai si è pensato di valorizzare le numerose associazioni culturali cittadine e lo stesso trattamento è stato riservato ai centri di aggregazione. L'ultimo caso eclatante riguarda il centro sociale "La Talpa e l'Orologio" che, come spiega Gianluca Beltrami, rischia cessare la propria attività «Il palazzo dove ha sede il nostro centro sociale è stato venduto dal gruppo Unicredit alla società per azioni genovese Selfìmm, che ha per oggetto la ricerca, la selezione, l'organizzazione e la conduzione di iniziative edilizio immobiliari sul territorio nazionale. Di questo cambio di proprietà, nonostante esista da anni un tavolo di trattative pubbliche tra noi, Comune di Imperia e Unicredit, non siamo stati informati. Tutto si è svolto in un silenzio inquietante in cui stiamo cercando di far breccia». «A questo punto - prosegue Beltrami- ci domandiamo come andrà a finire questa vicenda, se sarà ancora possibile, mantenere in vita un'esperienza di socialità e cultura che esiste in questa provincia, in maniera autogestita, da ben 16 anni. Il Comune aveva la possibilità di acquistare lo stabile di cui trattasi per una modica cifra grazie ad un accordo con l'Unicredit. Perchè non ha preso in considerazione questa possibilità? Chiediamo l'apertura di un dibattito pubblico cittadino che coinvolga tutti i soggetti politici e sociali interessati e invitiamo i singoli cittadini a mobilitarsi attivamente per sostenere uno spazio autogestito che, in questi anni, ha rappresentato un vero e proprio bene comune per la provincia di Imperia». «II Centro Sociale "La Talpa e l'Orologio" - conclude Beltrami - oltre ad essere uno dei pochi centri di aggregazione in città, ha organizzato negli ultimi anni numerosi incontri a carattere culturale e diversi concerti, tra i quali quelli dei 99 Posse, degli Assalti Frontali e dei Subsonica. Non capisco perchè tutto questo non venga tenuto in considerazione quando si decide del nostro futuro». Se "La Talpa e l'Orologio" non sorride, non se la passano meglio le varie associazioni culturali sparse sul territorio. «Il Comune non ha mai mostrato interesse verso le nostre iniziative - spiega il presidente di Apertamente Maura Orengo - e per trovare gli spazi necessari a svolgere incontri e dibattiti dobbiamo fare i salti mortali. Ultimamente abbiamo chiesto al Comune di assegnare ad uso pubblico l'abside della chiesa di San Francesco nel Palazzaccio. La nostra idea era quella di adibirlo a spazio culturale , per ospitare mostre, proiezioni e incontri di vario tipo, ma ci è stato risposto, che non era un progetto fattibile a causa della mancanza di fondi. Negli ultimi anni abbiamo invitato per ben tre volte Marco Travaglio e molta gente, purtroppo, non ha potuto seguire il dibattito per la mancanza di spazio. Mi sembra un paradosso per una città come Imperia». Critico anche il coordinatore di Liberamente Attilio Badellino «Non ci sono spazi per svolgere incontri culturali, a parte il Centro Culturale Polivalente che però, essendo utilizzato da tutte le associazioni della zona, ha una disponibilità minima. Per quanto riguarda invece 'la vicenda della Talpa e l'Orologio, credo che se veramente Imperia vuole essere, come ha affermato di recente il vicesindaco Paolo Strescino, la città dei giovani, non può di certo far morire un importante centro di aggregazione giovanile come la Talpa e l'Orologio». I problemi però non finiscono qui. Recentemente ha chiuso il Cinema Dante, che verrà sostituito da una galleria commerciale con relativi parcheggi. Ad Imperia sono dunque rimaste solo due sale cinematografiche, il Cinema Imperia e il Cinema Centrale e nell'ultimo periodo la programmazione si è inevitabilmente ridotta all'osso. Per sopperire a questa mancanza, l'amministrazione aveva assicurato la costruzione di una multisala nella zona delle Ex Ferriere. La promessa è stata sì mantenuta, ma le due sale cinematografiche avranno una capienza di poco meno di 300 posti, una vera miseria insomma, senza contare l'eliminazione dal progetto originario del Museo dei Cetacei. A completare questo desolante panorama culturale, la completa mancanza di concerti, durante la stagione invernale e, soprattutto, nel corso di quella estiva. E dire che uno dei maggiori discorafci italiani, Stefano Senardi, (una carriera al vertice delle maggiori case discografiche internazionali tra cui CDG, Warner, Polygram e l'etichetta Nun Entertainment, fondata dallo stesso Senardi) è un imperiese doc. Tempo fa si era anche offerto pubblicamente per aiutare l'amministrazione nell'organizzazione di eventi musicali, ma il tutto si è concluso con un nulla di fatto. Sport e turismo saranno anche importanti, ma un occhio di riguardo in più per i giovani e la cultura non farebbe male a nessuno... MATTIA MANGRAVITI
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La Riviera
16/03/07
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Centro Sociale il problema della sede
La Talpa incalza Sappa e chiede un incontro
Dopo la notizia della vendita del palazzo che ospita a Imperia il centro sociale La Talpa e l'Orologio, i responsabili del centro hanno gia raccolto una serie di attestazioni di solidarietà da parte di altre associazioni imperiesi. Dice Gianluca Beltrami, il portavoce: "Abbiamo scritto al sindaco per chiedere un incontro urgente. Speriamo di ottenerlo in settimana. L'ultimo risale al 2005. La notizia della vendita del palazzo ci ha colto di sorpresa e il timore è che venga di nuovo messa in discussione la nostra attività, da più parti riconosciuta come un valore aggiunto per la città". La richiesta del centro sociale non è ancora arrivata sulla scrivania del primo cittadino. Afferma il sindaco Luigi Sappa: "Ho saputo della questione dai giornali. Appena riceverò la richiesta farò in modo di incontrare gli esponenti de La Talpa. Il Comune non è stato messo al corrente di alcuna novità. Si tratta di un immobile di proprietà privata e i privati non sono tenuti a comunicare le loro intenzioni". Sulla questione interviene Paolo Strescino, assessore alle Politiche Giovanili: "Le associazioni imperiesi sono tante e tutte con identici diritti. Il Comune non può avallare situazioni di illegalità". A.POM.
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La Stampa
14/03/07
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Il mattone minaccia La Talpa e l'Orologio
Imperia Centro sociale a rischio sfratto
Il già florido business immobiliare imperiese, ulteriormente stimolato dal nuovo porto turistico in costruzione, potrebbe costare lo sfratto ad uno dei più vecchi centri sociali italiani: "La Talpa e l'Orologio". Il centro occupato e autogestito si trova dal 1990 in una palazzina a tre piani di viale Matteotti 23, fino a poco tempo fa di proprietà dell'Unicredit che negli anni '80 lo aveva affittato al Comune (in seguito si aprì un contenzioso per 300 mila euro per affitti non pagati). Unicredit aveva sempre mediato con gli occupanti arrivando anche a proporre al Comune l'acquisto della palazzina ad un prezzo di favore (2 milioni di euro vincolando l'operazione alla permanenza della "Talpa" che, a Imperia è diventato anima culturale, ispiratore di dibattiti e spettacoli, nonché sede della bottega del commercio equo e solidale e di un ricco centro di documentazione. Quella trattativa sfumò nel nulla, e pochi giorni fa i coordinatori del La centro sono stati contattati da un avvocato per conto dei nuovi proprietari, la Selfimm spa di Genova, una delle società del settore immobiliare più note. Ai vertici Gianfranco Traversa e sua figlia Tiziana. La loro società ha gestito l'acquisto dell'hotel Carlton di Forte dei Marmi dal fallimento Gepco, nel 2004 il palazzo che ospita il Secolo XIX a Piccapietra, e da ultimo il palazzo Pastorino di via Bartolomeo Bosco dell'architetto Coppedè. La nuova proprietà non avrebbe dato ultimatum ma avrebbe comunicato l'intenzione di voler quanto prima rientrare in possesso dell'edificio per ristrutturarlo. Ennesimo capitolo di quell'inarrestabile espansione del mercato immobiliare, che era stata oggetto di dibattiti e convegni organizzati proprio dal centro sociale. Si apre ora una fase di trattative con l'amministrazione comunale considerato il ruolo sociale e culturale (il centro non ha mai creato problemi di ordine pubblico, ha sostenitori in vari ambienti, a cominciare da Oscar Marchisio, già candidato per le primarie della sinistra per le elezioni provinciali) del csoa nella realtà imperiese. MARCO PREVE
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La Repubblica
13/03/07
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Dopo la vendita della sede che ospita il centro sociale
I ragazzi della Talpa chiedono un incontro al sindaco
L'immobile di via Matteotti venduto da Unicredit a una immobiliare preoccupa i giovani che sollecitano un dibattito pubblico Imperia. Cambio di proprietà per l'immobiliare che ospita il centro sociale la Talpa e l'Orologio e altre associazioni no-profit imperiesi. A denunciare l'avvenuta vendita dell'edificio di viale Matteotti sono gli stessi ragazzi della Talpa che hanno ricevuto comunicazione dai nuovi proprietari. Si apre quindi un grosso interrogativo sul futuro del centro sociale che da circa 17 anni occupa quella sede. L'esperienza della Talpa (e del Sobbalzo prima) è ventenale e rappresenta, pur con momenti di tensione nei rapporti con le varie amministrazinoi, un esempio di impegno, di socialità, di intensa attività culturale. Un progetto e un ideale fortemente voluto da Marco Beltrami, fondatore della Talpa, prematuramente scomparso nel 2005. Ma veniamo alla cronaca di questi giorni, all'inaspettata cessione che va ad infrangere la delicata trattativa aperta tra l'Unicredit, proprietaria dell'immobile, il Comune e il centro sociale: "Dopo anni di relativa calma, siamo purtroppo costretti a segnalare una novità preoccupante - spiegano i portavoce della Talpa - il palazzo dove ha sede il nostro centro sociale è stato venduto dal gruppo Unicredit alla genovese Selfimm, società per azioni che "ha per oggetto la ricerca, selezione, organizzazione e conduzione di iniziativeedilizio immobiliari sul territorio nazionale". Di questo cambio di proprietà, nonostante esista da anni un tavolo di trattativepubblico non siamo stati avvertiti. Tutto si è svolto in un silenzio inquietante in cui stiamo ancora cercando di far breccia. Un silenzio che è l'esatto contrario delle nostre trattative pubbliche rese possibili dalla mobilitazione di centinaia di uomini e donne, documentate dai media, che avevano portato ad un aperto riconoscimento delle attività culturali e dell'importanza per la città dell'esperienza centro sociale da parte di amministrazione comunale e dell'ex proprietaria Unicredit". L'altra sera si è svolta nei locali del centro una riunione per discutere la linea di condotta da adottare, incontro al quale erano presenti Arci, Arci solidarietà, Aifo, Liberamente, Italia Cuba, Garabombo l'invisibile, il sito di informazione Il Provinciale e alcuni consiglieri comunali. Nell'attesa di conoscere i dettagli dell'operazione, l'intenzione dei ragazzi della Talpa è quella di aprire un dibattito, coinvolgendo le istituzioni locali e regionali e i soggetti interessati: "Abbiamo chiesto un incontro al sindaco - sottolinea Gianluca Beltrami, uno dei portavoce della Talpa - e chiediamo l'apertura di un dibattito pubblico cittadino e l'apertura di una campagna di difesa del centro sociale!". M.A.
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Il Secolo XIX
13/03/07
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