Benvenut* nel sito del Centro Sociale Autogestito 'La Talpa e l'Orologio' - Imperia (Italy)

Chi siamo

Non potete prendere ciò che non avete dato, e dovete dare voi stessi.
Non potete fare la Rivoluzione.
Potete soltanto essere la Rivoluzione

Ursula K. Le Guin

Da quel ’90 in cui uno dei due blocchi si posizionava su tutto il planisfero ad oggi sono successe tante cose. Molti dei militanti di ora in quel periodo gironzolavano sulle altalene dei parchi pubblici, tra una siringa e l’altra, avvoltolati in qualche maglione infeltrito con i rombi, o vittime di qualche frangetta sproporzionata. Molti dovevano ancora venire alla luce. Molti dei militanti di allora, adesso passano testimoni e partecipano al dibattito con gli occhi e la mente impregnati da decadi di cambiamento. Un cambiamento riproposto dal locale al globale secondo un unico grande paradigma: il profitto, intralciato solo dalle lotte e dalla forza ideologica di un movimento che è sempre stato un gigantesco uomo manga con un piede di acciaio ed un altro di burro.

Le nostre vittorie si contano sulle punte delle dita e le nostre sconfitte sono innumerevoli, ma ogni nostra vittoria ne vale dieci di sconfitte, perché viene da uno costruzione dal basso. Per noi ha sempre contato il processo di cambiamento che si mette in moto, forse più della vittoria, perché ogni contraddizione svelata od esplosa ci porta verso l’altro mondo possibile, e delle nostre contraddizioni ne abbiamo fatto ricchezza di analisi. Perché quell’altro mondo è divenuto possibile anche grazie a noi, in marcia con tanti e tante, senza se e senza ma, perciò e percome, ma sopratutto di conseguenza. Capendo o non capendo niente abbiamo una storia lunga che inizia nel 1943, o forse anche a fine ‘800, passa e cambia come il fiume di montagna sopra e sotto terra e lì si sporca o si purifica. Un’esperienza lunga che si bagna nell’inesperienza nuova e vacillando si mette in moto iniziando a giocare con il proprio disequilibrio. Di tutte le scelte sbagliate fatte in una cosa non abbiamo mai sbagliato: il non avere mai smesso di giocare. La voglia di infilare le mani nella torta sociale non ci è mai mancata, qualunque rischio questo comportasse.

Siamo stati deboli e come in un fortino appena capaci di difendere noi stessi. A volte forti come un’orda, come in quel tre luglio giù per i boschi di Ramats.
Siamo stati maggioranza del paese se si parlava di acqua pubblica e minoritari come quando a Ventimiglia abbiamo lottato con i migranti due volte a dieci anni di distanza.
Siamo tutto come a Genova. Ad Imperia siamo stati in via Matteotti ed a Barcheto. Un’alternativa all’eroina ed anti-proibizionisti.
Siamo un concerto ed un’assemblea tesa.
Siamo una cena ed una pubblicazione di un libro.
Siamo rumore e dibattito.
Siamo dei piatti appena lavati in cucina ed un posacenere pieno di sigarette vecchie che nessuno svuota per mesi.
Siamo centro documentazione e baretto.
Siamo sconforto e gioia.
Siamo tanti. Siamo pochi.
Siamo pannelli solari e gruppi elettrogeni. Cortei e ritirate.
Siamo commercio equo e solidale.
Siamo vetero e novità.
Siamo palestra e nuvole di fumo passivo.
Siamo arte e piastrelle pasticciate male in bagno.
Siamo la lucida analisi di qualcuno ed un ragazzo in una sabato notte confuso.
Siamo gente che va e gente che viene.
Siamo chi resta per sempre e chi non torna più.
Siamo lutti di amici e compagni persi e brindisi ai nuovi nati.

Questo siamo e saremo, una piccola storia con il solo e sacro limite dell’auto gestione.

SIAMO LA TALPA E L’OROLOGIO centro sociale

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