Benvenuto nel sito del Centro Sociale Autogestito 'La Talpa e l'Orologio' - Imperia Italy

Solidarietà con il popolo di Santiago de Cuba: missione compiuta!

lunedì, marzo 4th, 2013

CUBA GENNAIO 2013


Lella, Christian, Roberto alla guida… dell’auto
…autopista …passato Bayamo man mano che ci avviciniamo a Santiago si notano in maniera sempre più evidente i segni del passaggio dell’uragano Sandy dello scorso Ottobre.
Alberi di dimensioni epiche divelti come fuscelli, rami spezzati, qua e là costruzioni con pareti o tetti crollati e ovunque un gran lavorio… operai che aggiustano case, rifanno tetti… motoseghe in azione… possiamo solo immaginare, con orrore, lo scenario del giorno dopo…
…per questo siamo a Santiago, per portare un segno ,tangibile, di solidarietà ad una delle tante scuole sfregiate dall’uragano…
…portiamo un piccolo aiuto in denaro, ma soprattutto un segno di solidarietà e condivisione, un abbraccio umano e politico da parte dei compagni del CSA La Talpa e l’Orologio e dell’Associazione per la Fondazione Marco Beltrami di Imperia .
Venerdì 1 febbraio incontriamo Mariaesther, una compagna cubana , che ci ha organizzato una serie di incontri con funzionari responsabili della ricostruzione e del Ministero per i rapporti con l’estero… per l’occasione entriamo in un ufficio nel cuore del Moncada dove ci vengono spiegate le diverse possibilità di donazione. Facciamo quindi visita ad una scuola che risulta devastata dall’incontro con Sandy.
Decidiamo per la via più breve: acquistare i materiali necessari assieme alla Direttrice della scuola.
…Così abbiamo passato un paio di giornate nelle varie “tiendas” di Santiago a comprare quaderni, penne, matite, gomme, colori e cartelle, e poi ventilatori e un congelatore a pozzetto… tutto quanto insomma poteva servire… ed infine la festa di ringraziamento nella scuola… un momento semplice e toccante e un impegno: Hasta siempre!


N.B.: a Santiago gli interventi urgenti di ripristino sono stati fatti ed altri sono in fase di realizzazione , si nota un grandissimo impegno e fermento per cui non si ha la percezione esatta del cataclisma che li ha colpiti… andando invece a levante e a ponente della città, verso Siboney o Marverde, oppure salendo alla Gran Piedra , nonostante i numerosi lavori o i tetti nuovi, si ha l’immagine esatta della devastazione… un pugno allo stomaco, un magone indescrivibile… immaginate un bombardamento …..

CIAO PROSPERO

sabato, febbraio 2nd, 2013

“Ritengo che le origini contadine siano state un fattore fondamentale del mio modo di affrontare la vita, non solo per via di una generica primigenia appartenenza alla terra in quanto tale, ma perché si tratta di quella terra: la terra emiliana. È la dimensione sociale nella quale sono vissuto, sono i valori portanti in grembo, che ritengo abbiano fornito le radici della mia vicenda. Di queste radici vado orgoglioso. La cultura di quel mondo contadino, da una parte, è una cultura resistente, costretta da sempre a fronteggiare la natura, le stagioni e le intemperie, con i raccolti incerti fino all’ultimo momento; dall’altra, proprio per queste condizioni, è una cultura anche temperata e tollerante. Deve convivere con la grandine o la tempesta che distruggono il prodotto di un anno di lavoro e di fatica. Sai che potrà succedere, e non sei autorizzato alla resa, alla disperazione: la vita continua, deve continuare. Dopo un raccolto andato male, il successivo può anche andare bene. Questo è valido per la campagna, per i suoi raccolti, ma lo è anche per la vita.”

Prospero Gallinari (1951 – 2013)

Da “Un contadino nella metropoli – Ricordi di un militante delle Brigate Rosse”;

Ed. Bompiani, 2006 [pag.10]

RIAPPROPRIAMOCI DELLA CITTA’!

lunedì, dicembre 24th, 2012

La crisi economica non si placa, anzi, ogni giorno peggiora, le ripercussioni sulla vita dei cittadini sono pesantissime. Non solo la crisi è potente e strutturale, ma è peggiorata dalla forte speculazione economica e da politiche nazionali ed europee sbilanciate a salvaguardare le ricchezze e non le persone in difficoltà.

Ripartire dagli spazi, dalle aree dismesse, dal diritto alla casa, dalla possibilità di un miglioramento
di prospettiva sociale a costo zero è ora una necessità. Imperia è una città cementificata che ha costruito sulla mercanzia del mattone un impero per i soliti noti ed un’emergenza abitativa per i meno abbienti
impressionante. Scheletri di aree abbandonate, figli della politica del fallimento che ha governato la città, trionfano ovunque peggiorando anche il carattere estetico ed ambientale del territorio e trascinando Imperia nelle ultime posizioni riguardo la qualità della vita.

Vogliamo e chiediamo la conversione di tutti questi scempi in socialità a costo zero, in case per tutti e tutte. Vogliamo riportare nel nostro territorio quell’umanità che si è persa e che dovrebbe essere intrinseca ad ogni spazio sopra il quale sia posizionato un tetto.

Dall’occupazione dell’Orto Felice Cascione, stabile tutt’ora in mano a Banca d’Italia, e dal desiderio di ridare tutto il possibile ai cittadini ripartiamo verso la riqualificazione della nostra città.

24 dicembre 2012
Genti di SkaBò

IL SOLE RINGRAZIA… E LA TALPA VI ABBRACCIA!

venerdì, dicembre 21st, 2012

25.12.2012
Centrale Sociale Autogestita La talpa e l’orologio

CI SIAMO RIUSCITI!

Finalmente abbiamo realizzato il nostro tetto fotovoltaico

Una distesa di pannelli che renderanno energia a servizio di uno spazio pubblico, a servizio delle attività sociali e culturali che ogni anno vivono all’interno del centro. Produrre un doppio flusso di energia (elettrica e pulita oltre il soffitto, umana e vitale sotto di esso) e diventare una “centrale sociale autogestita” ci sembra il miglior modo in cui proiettare la nostra storia nel futuro. Futuro sì tetro ed instabile, ma incapace di ridurre la nostra voglia di alternativa, l’esigenza di affermare che può esistere un altro mondo, un’altra umanità.

I ringraziamenti da fare sono moltissimi e gli elenchi non saranno mai completi. I nostri pannelli, provenienti da Ferrania Solis, hanno un’infinità di genitori che ci hanno aiutato durante la campagna di raccolta fondi: fondi economici, umani, solidali, intellettuali. Grazie a tutte le realtà che hanno partecipato al “Talpa-fotovoltaica-tour”: spazi sociali, circoli ARCI, cittadini ed individui. Grazie a tutti i DJ e alle persone che hanno lavorato all’ “avvento fotovoltaico”. Grazie a Banca Etica che ci ha aiutato concretamente a realizzare questo sogno. Grazie a tutti i membri dell’associazione Marco Beltrami. Grazie alla nostra infaticabile assemblea di auto-gestione. Grazie alla nostra più grande risorsa: tutti coloro che passano nel nostro spazio, solo per un concerto o per organizzare momenti ed attività.

Vorremmo fare un incontro con tutti subito, adesso, ma abbiamo bisogno di tempo per organizzare il degno compenso e ritorno (in termini umani, morali e sociali) che vi meritate. Una giornata di dibattito, una festa, in cui tutt* siate con noi a dare ancora più energia alla nostra elettricità.

Grazie a chi c’era ed ora non c’è più…
Grazie a chi non c’è ancora, ma ci sarà…

CSA La talpa e l’orologio

Solidarietà con i profughi della guerra di Libia

martedì, novembre 6th, 2012

Il Centro sociale ‘La talpa e l’Orologio’ di Imperia esprime la propria solidarietà ai profughi ospitati nella colonia di Nava che questa mattina hanno protestato pacificamente per rivendicare i loro diritti.

Stupisce che nell’Europa Premio Nobel per la Pace, dopo tanti mesi non si sia ancora trovata una soluzione per quelle persone che sono state costrette a scappare da una guerra che noi stessi abbiamo provocato.
Una guerra che lungi dall’aver risolto i problemi del popolo libico, ha creato anche un’emergenza umanitaria che ancora oggi è lontana dalla sua soluzione.

Queste persone, scappate dai raid delle varie milizie libiche, devono ricevere asilo politico in Italia senza tentennamenti, in ottemperanza ai tanti trattati internazionali che l’Italia ha sottoscritto, e alla nostra stessa Costituzione.

Ma ancora prima è una questione di civiltà.

Il racconto della giornata 1

Il racconto della giornata 2

Biodiversità rurale, bene comune

giovedì, ottobre 4th, 2012

Secoli e secoli di un lungo e scrupoloso lavoro di selezione su frutta, verdura e animali da allevamento hanno generato un’enorme quantità di varieta e razze, tutte con caratteristiche molto differenti che le rendono adatte al propio territorio o a un utilizzo specifico.
Qualità che portano con se caratteri genetici unici, irripetibili ma anche un forte valore culturale, un pezzo di storia delle comunita che per secoli le hanno conservate.

Questo enorme patrimonio chiamato biodiversita rurale è oggi gravemente minacciato da un mercato che permette la circolazione solo a poche e omologate varietà moderne, “tecnologiche” ottenute spesso da incroci forzati. Varietà spesso più produttive ma anche meno adattabili al territorio, più vulnerabili da malattie e agenti atmosferici.
Tanto per fare un esempio sono 3200 le varieta di fagioli contate in italia che rischiano di scomparire a discapito di quattro o cinque sementi commerciali e “legali”!!
E bene si legali dato che a minare questo enorme patrimonio, questo bene comune, non vi è solo un mercato selvaggio che a causa della globalizzazione e della omologazione, taglia fuori ogni nicchia, ogni particolarità. Ci si aggiungono pure norme europee che impediscono la commercializzazione di tutti quelle sementi non iscritte al: “Catalogo CE delle varietà di specie agrarie e ortive” la cui iscrizione è molto costosa e caratterizzata da lunghi passaggi burocratici, insostenibili se non per una grande multinazionale. Sono solo sette infatti le aziende produttrici di sementi in tutto il mondo, che ovviamente monopolizzano questo mercato.

C’è però chi non si arrende a tutto ciò, chi pensa che questo antichissimo patrimonio di cui disponiamo non vada perduto, sono associazioni che lavorano sul territorio e con medodi diversi lottano in difesa della biodiversita. Associazioni come “Civiltà Contadina”, “Consorzio dalla Quarantina”, “Associazione Solidarietà Campagna Italiana” le quali si ritroveranno domenica 7 ottobre al C.S.A. la Talpa e l’Orologio per dare vita insieme a realtà locali a un pomeriggio di discussione su questo specifico argomento.

programma della giornata:

-16:30- inizio dibattito, parteciperanno:

Marco Bartoli
agricoltore locale e conservatore di sementi

Roberto Pisani A.S.C.I. (associazione solidarietà campagna italiana)

Roberto Brioschi vice pres civilta contadina

Massimo Angelini pres consorzio della quarantina e coordinatore nazionale rete semi rurali

-20:00- pizza e musica dal vivo con

MED IN ITALI
presentano il loro ultimo lavoro: “Coltivare piante grasse”

per tutta la giornata mercato del libero scambio dei semi..portate sementi e piante da scambiare…

Ti Porto… a Villa Carpeneto

giovedì, ottobre 4th, 2012

Per tutta la giornata di domenica 26 agosto 2012 Villa Carpeneto,  gioiello liberty di inizio Novecento che il Comune vuole sciaguratamente alienare per fare cassa è tornata ad essere a disposizione dei cittadini. Con pochi, mezzi ma molta fantasia ed entusiasmo, malgrado il fatto che non potevamo disporre di luce ed acqua, l’abbiamo resa di nuovo viva dalle nove di mattina a mezzanotte. Prima pulendo e ripristinando il parco giochi sul retro, un grazioso ‘accampamento indiano’ in legno, ancora in ottimo stato malgrado gli anni di abbandono, approposito, portateci i vostri bambini che si divertiranno molto! Poi costruendo, grazie alla consulenza di Cesare Longordo dell’UIC, un semplice ‘giardino sensoriale’ di erbe aromatiche, fruibile anche da persone non vedenti. Alla sera aperitivo lungo con le mitiche pizze fritte di Enza e Mayo, in compagnia della musica dei Cabbage Cafè.

Nel pomeriggio ci siamo riuniti per continuare la discussione sui beni comuni e la resistenza alla devastazione e al furto di territorio, iniziata con le azioni alla Banca d’Italia. All’ombra dei pini secolari settanta persone si sono confrontate con esperienze vicine e meno vicine: dai NoTav terzo valico ai comitati per l’acqua pubblica, dai ragazzi di We are for beat ‘sfrattati’ da villa Grock ai comitati contro l’Aurelia bis e le antenne telefoniche a 20 metri dalle scuole.

Discutendo tra noi abbiamo scoperto una volta di più che queste iniziative non dipendono, come si vuol far credere, dalla sindrome Nimby (non nel mio giardino), ma dalla voglia di riapporpiarsi del proprio ambiente e territorio, dall’esigenza di padroneggiare le questioni tecniche e non delegarle a ‘esperti’ tutt’altro che neutrali, dalla consapevolezza che si può e si deve contestare questo modello di sviluppo. L’arduo compito di tentare una sintesi è stato magistralmente svolto da due giornalisti: Marco Preve di Repubblica e Geraldina Collotti del Manifesto.

Dopo questa giornata la nostra rete si è allargata, la nostra consapevolezza e nostre conoscenze sono aumentate, siamo più forti e più felici. La lotta per riprendersi di quello che ci è stato sottratto da caste più o meno ‘tecniche’ continuerà…

Rassegna stampa 1

Rassegna stampa 2

Rassegna stampa 3

PIGNORIAMO BANKITALIA

venerdì, agosto 17th, 2012

Sabato 4 agosto l’Orto Liberato Felice Cascione è sceso in piazza davanti alla sede di Banca d’Italia in via Cascione.

Dopo le nove ore di occupazione del giardino dello stabile e lo sgombero che ne è conseguito, un presidio colorato e aperto a tutti ha pignorato il palazzo dei banchieri.

Le risposte date da Banca d’Italia nei momenti successivi alla giornata del 7 luglio francamente hanno deluso noi e la città. L’arroganza e la cecità con cui si dichiara di andare avanti nella speculazione e nella vendita dell’immobile si abbatte come una mannaia sulla città e sul suo bisogno di spazi pubblici.

Per questo abbiamo inteso percorrere il percorso inverso rispetto all’usuale. In un mondo dove le banche pignorano le ricchezze ai cittadini di continuo: a colpi di spread, o requisendo case e altri beni attraverso mutui insoluti, noi intendiamo pignorare i loro beni e ridarli alla comunità; e questo lo abbiamo fatto pacificamente e simbolicamente, da veri e pericolosi ortaggi indacati per le nostre malefatte quali siamo.

Infatti questa che ha come fulcro l’annosa vicenda del palazzo e del
giardino di via cascione è solo la punta dell’ Iceberg. Noi siamo scesi in
piazza anche per dire no ad un modello economico governato da banche e speculazione finanziaria, per il bene comune, per ritornare ad un’economia reale in cui un lavoro garantisce la dignità di vivere tranquilli, lo spread non esiste ed un palazzo e solo un luogo dove le persone vivono al suo interno.

Ma la lunga estate dei Beni Comuni non è finita qui, l’iniziativa è stata l’occasione per lanciare le altre iniziative cittadine per rivendicare un uso diverso del patrimonio pubblico. E’ dai beni comuni che dobbiamo ripartire per uscire da questa crisi epocale, non dalla loro svendita.

ORTO LIBERATO FELICE CASCIONE comunicato 2

LA LUNGA ESTATE DEI BENI COMUNI

venerdì, agosto 17th, 2012

Si è svolta giovedi 13 luglio, presso la sede del C.S.A. La Talpa e l’Orologio, un’affollata assemblea pubblica organizzata dal collettivo che sabato ha dato vita all’occupazione dell’Orto Liberato Cascione.

Nonostante la sproporzionata reazione delle forze dell’ordine a un’occupazione totalmente pacifica e l’ottusa e arrogante chiusura di Banca d’Italia alla richiesta concreta e condivisa di destinare quell’immobile e il suo giardino a un uso sociale, siamo concordi nel ritenere quella di sabato un’iniziativa giusta e vincente. Siamo riusciti, con quell’azione forte in cui ci siamo esposti in prima persona, a sollevare l’attenzione della città su una questione centrale per il nostro futuro. L’immobile di Banca d’Italia è diventato un simbolo incredibilmente concreto e materiale che ci parla dell’arroganza e dell’ingiustizia di un sistema bancario che non vuole dare risposte minime ai cittadini che annaspano nella crisi che ha creato, che ci parla di una proprietà privatizzata che si permette di lasciare un immobile abbandonato mentre il settore pubblico viene massacrato da tagli e “spending review”, che ci parla, infine, di un nuovo modello di sviluppo possibile, basato su una politica che mette al centro i beni comuni. Il dibattito pubblico di questi giorni, nonostante qualche banale tentativo di relegare il tutto a una questione di “legalità”, mostra quanto i nostri ragionamenti siano condivisi e abbiano toccato il nervo scoperto di questa società: la riscossa degli interessi collettivi su quelli dei poteri forti e della finanza.

Quella di sabato non è stata un’iniziativa mediatica e fine a se stessa. Crediamo realmente nella necessità che quell’immobile e il suo giardino vengano destinati a un uso sociale e, forti del largo sostegno che abbiamo incontrato, abbiamo deciso di continuare la mobilitazione per donare quello spazio alla città. Per questo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane daremo vita a una serie di iniziative.

Organizzeremo una raccolta firme e una petizione on line per permettere ai cittadini imperiesi di unirsi a noi nel pretendere da parte di Banca d’Italia un passo indietro sull’immobile e chiedere al Comune di attivare i suoi uffici per accertare definitivamente la possibilità che quello spazio sia, almeno in parte, ancora pubblico.

Chiederemo, poi, un incontro al Prefetto, unica figura istituzionale del territorio che durante l’occupazione si è offerto di incontrarci, affinchè si faccia promotore di un tavolo di confronto tra rappresentanti del collettivo, di Banca d’Italia e del Comune.

Nelle prossime settimane, infine, vogliamo organizzare un grande momento di partecipazione e mobilitazione, una manifestazione larga e viva per contrapporci al grigiore di quello che, adesso, è un non luogo.

A Imperia è cominciata la lunga estate all’insegna dei beni comuni!

ORTO LIBERATO FELICE CASCIONE comunicato 1

UNO SGOMBERO CHE NON CI FERMA

martedì, luglio 10th, 2012

Vivere l’intensa e lunga giornata di sabato 7 ci ha aiutato a capire meglio questo momento storico. (continua…)